sabato 26 novembre 2016

Propoli, 8 cose da sapere

Chissà quante volte ne avrete sentito parlare, della propoli. Ma sia che ne siate già utilizzatori abituali, sia che invece non l’abbiate mai provata, vi sarà senz’altro utile conoscerla a fondo. Per evitare di cadere in luoghi comuni (sì, ce ne sono anche per la propoli…) e soprattutto per sfruttarne al meglio le riconosciute proprietà benefiche per il nostro organismo.
È un prodotto tutto naturale
La propoli è naturale al 100%. Viene prodotta dalle api e utilizzata come “cemento” nella costruzione dell’alveare: grazie alla sua azione antibatterica, funge da barriera difensiva contro i microrganismi esterni. È composta da resine, balsami, cera, polline, minerali, vitamine (B1, B2, B6, C ed E) e flavonoidi (pigmenti che si trovano nei fiori, nei frutti e sulla corteccia degli alberi). È disponibile in diverse forme: oltre alla classica tintura idroalcolica, si trova in sciroppi, compresse effervescenti, spray, collutori.
È un potente antisettico
In effetti, le proprietà antisettiche della propoli erano note già agli antichi Egizi, che la utilizzavano nei processi di mummificazione. Grazie poi ad alcuni principi attivi come gli oli essenziali e i flavonoidi, svolge un’azione antibatterica in particolare sui microrganismi responsabili delle infezioni delle vie aeree.
Ma non rafforza il sistema immunitario
È vero che la propoli combatte anche alcuni ceppi di virus (tra i quali, ad esempio, quello dell’herpes); ma di qui a sostenere che rafforzi le difese immunitarie dell’organismo ce ne passa: non è dimostrato scientificamente, infatti, che sia in grado di stimolare la produzione di anticorpi.
È ottima anche per l’igiene orale
Grazie alle sue proprietà cicatrizzanti e disinfettanti, è indicata per combattere le infiammazioni delle gengive. Pare agisca anche contro lo Streptococcus Mutans, il batterio responsabile della carie (ma sono impieghi terapeutici ancora in fase sperimentale).
Ma è meglio prenderla prima dei pasti
L’organismo assorbe meglio la propoli a stomaco vuoto: se mescolata ad altri alimenti, infatti, potrebbe perdere i principi attivi. La propoli è comunque facilmente digeribile, svolge addirittura un’azione antigastrica e antiulcerosa e combatte l’Helicobacter Pylori, il batterio che vive annidato nella mucosa gastrica ed è la principale causa di problemi dell´apparato gastrointestinale, anche seri (ulcere gastriche e duodenali).
Non fa ingrassare
È una cattiva fama legata alla sua origine: la propoli è infatti un prodotto dell’alveare, come il miele e la pappa reale, che sono sostanze altamente nutritive. Rispetto a queste, però, ha pochissime calorie (appena 15 in 100 g). Dunque: via libera anche se siete a dieta.
Si può dare anche ai bambini, a certe condizioni
La propoli può essere presa anche dai più piccoli, a patto che si eviti la soluzione idroalcolica (ma solo perché contiene alcol). Per combattere le malattie da raffreddamento, ai bambini fino ai 12 anni è quindi preferibile somministrare estratto secco di propoli: sino a 300 mg al giorno per almeno 10 giorni. Agli adulti si consigliano invece 25-30 gocce di soluzione idroalcolica, due volte al giorno.
In gravidanza è meglio di no
Alcuni oli essenziali contenuti nella propoli possono provocare contrazioni dei muscoli uterini, pericolose per il feto.
fonte: http://www.staibene.it/

venerdì 25 novembre 2016

Esonero IVA: si Salvano solo gli Apicoltori in Zona Montana

Nella giornata odierna (24 Novembre 2016) il Senato della Repubblica ha convertito definitivamente in legge il Decreto-Legge n. 193 del 2016, recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili". Avendo ieri il Governo posto la “questione di fiducia" sul testo approvato in precedenza con modificazioni dalla Camera dei Deputati, l’emendamento correttivo richiesto dalla FAI-Federazione Apicoltori Italiani è stato

accolto solo in parte. L’attività parlamentare promossa al fine di scongiurare la soppressione del regime di esonero ai produttori agricoli e apistici, con volume d’affari inferiore ai 7.000 Euro, ha pertanto consentito di mantenere valido tale regime sia pure limitatamente a quegli agricoltori-apicoltori situati nelle cosiddette “zone montane”. “Visto che i territori montani sono ricompresi in quasi il 45% dei Comuni italiani – ha dichiarato Raffaele Cirone, presidente FAI-Federazione Apicoltori Italiani - abbiamo la verosimile soddisfazione di aver “salvato” più o meno la metà delle aziende apistiche che in Italia operano in regime di esonero agendo così nell’interesse di tutta la categoria produttiva e non solo dei nostri associati”. La FAI, in effetti, è stata l’unica Organizzazione apistica nazionale ad impegnarsi su questo fronte, l’unica del resto che difende storicamente la categoria dei piccoli agricoltori-apicoltori che in Italia rappresentano fino all’85-90% degli operatori del comparto. Il testo definitivo della legge di conversione sarà prossimamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Possiamo intanto anticipare quelle che sono le procedure cui dovranno sottoporsi tutte le aziende apistiche che non potranno più beneficiare del regime di esonero perché situate in zona non classificabile come montana:
• i soggetti passivi IVA dovranno trasmettere telematicamente, all’Agenzia delle Entrate, ogni tre mesi, i dati di tutte le fatture emesse e ricevute nel trimestre di riferimento;
• la comunicazione analitica delle fatture dovrà inoltre essere integrata con la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche dell’IVA;
• le scadenze previste sono: 31 maggio, 16 settembre, 30 novembre, ultimo giorno di febbraio;
• per il primo anno di applicazione si prevede una comunicazione semestrale iniziale da effettuare entro il 25 luglio 2017.

fonte: http://www.federapi.biz/

sabato 5 novembre 2016

CATANIA : si avvia il secondo corso di 1° livello del 2016

Corso aperto a tutti; si terrà nei giorni 18-19-20 Novembre 2016 al raggiungimento di un minimo di 25 partecipanti, In caso  di mancata realizzazione, verrà restituita la quota di iscrizione; tutte le comunicazioni tramite e-mail    faisicilia@federapi.biz

Il corso di primo livello è rivolto a quanti intendono intraprendere l’attività di apicoltore. A tal proposito ricordiamo che l’apicoltura è un’attività agricola a tutti gli effetti, la legge nazionale sull’apicoltura, la n. 313 del 2004, definisce apicoltore chiunque detiene alveari. Per iniziare a svolgere questa attività occorrono delle conoscenze di base sulla vita e l’organizzazione delle api, sulla disponibilità di pascoli, sulla gestione delle attrezzature ed altro ancora. I docenti del corso sono apicoltori professionisti di lunga esperienza, soci di Fai Sicilia

data
orario
18 novembre 2016
9:00 - 13:00 /  15:00 -19:00
19 novembre 2016
9:00 - 13:00 /  15:00 -19:00
20 novembre 2016
9:00 - 13:00 /  15:00 -19:00
documenti disponibili


fonte: http://www.sicilia.federapi.biz/

lunedì 31 ottobre 2016

Bando per lo sviluppo dell’apicoltura in Lombardia



Il piano pubblicato dalla Regione Lombardia ha come obiettivo l’aumento e l’incentivo della produzione e del commercio dei prodotti apistici come il miele e gli altri prodotti dell’alveare.
Questo bando, consultate le associazioni dei produttori apistici, mira al finanziamento della produzione nel triennio che va dal 2015 al 2017 con lo scopo di dare un sostanzioso contributo ad un forte settore dell’agroalimentare locale, promuovendo la qualità del Made in Italy, cercando di aumentare gli introiti dei produttori locali, oltre che tutelare l’ambiente e il consumatore finale. Il bando apicoltura è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia ed è allegato alla Delibera di Giunta Regionale n. 5612 del 26/09/2016. 

Beneficiari

Potranno usufruire dei finanziamenti i singoli produttori o associazioni di produttori apistici, compresi gli enti ed istituti di ricerca, in possesso di partita IVA, fascicolo aziendale e registrazione in Banca Dati Apistica del numero degli alveari posseduti in riferimento al censimento 2016.
La domanda deve necessariamente essere presentata entro il 31 dicembre 2016; è necessario aprire il proprio fascicolo aziendale presso il CAA di riferimento e dopo aver provveduto alla richiesta online sul SIARL (Sistema Informativo Agricoltura Regione Lombardia), si deve stampare tutta la documentazione, firmarla e consegnarla alla Provincia territorialmente competente. Alla domanda bisogna allegare le fotocopie di carta di identità o passaporto e la documentazione dei controlli dell’OCM Miele.
La domanda per il bando apicoltura Lombardia può essere presentata una sola volta nell’arco dell’intera campagna.
Su tutti i beneficiari vengono effettuati una serie di controlli amministrativi come l’inizio e la fine dei lavori programmati, le somme investite e documentate, le attrezzature utilizzate, l’assenza di ulteriori aiuti economici durante la stessa campagna e ovviamente gli accertamenti fiscali sulle spese dichiarate.
Dopo questi controlli di natura burocratica, sono previsti anche delle ispezioni sul posto per tutti i richiedenti, al fine di verificare che tutti i requisiti siano pienamente soddisfatti.
Per il triennio 2015 / 2017 sono previsti finanziamenti complessivi per 1,5 milioni di euro, tra quelli erogati dal nostro governo e quelli stanziati dall’Unione Europea per lo sviluppo regionale e la somma è stata calcolata prendendo in considerazione il numero di arnie censite. Con questi soldi diventa possibile per gli operatori fare aggiornamenti professionali sulle nuove tecniche di produzione e avere un forte aiuto per acquistare api, nuovi alveari e macchinari, oltre che favorire lo spostamento delle arnie per seguire le diverse fioriture. Questi aiuti, infine, possono essere utilizzati ovviamente per comprare nuovi sciami al fine di aumentare la produzione complessiva dell´attività.
Le ripartizioni e le assegnazioni delle risorse disponibili avverranno tramite un punteggio, a seconda del tipo di investimento e dei diversi beneficiari, il contributo copre dal 20% al 100% delle spese. Sul bando sono presenti le diverse percentuali finanziate.
Scritto da Grazia Savia - magevola.it

venerdì 28 ottobre 2016

Apicoltura, Parentela (M5S): “Inutile l’abbruciamento delle arnie per contrastare l’aethina tumida, servono altre soluzioni più efficaci”

(AGENPARL) – Roma, 26 ott 2016 – Il Deputato del Movimento 5 Stelle, Paolo Parentela, si scaglia contro le politiche del Governo Renzi in merito all’abbruciamento delle arnie infette da aethina tumida. Parente ha indirizzato una interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, chiedendo appunto la cessazione immediata dell’abbruciamento delle arnie infette. Ciò perchè, secondo il Deputato 5S, tale soluzione non ha sortito ad oggi alcun effetto, se non la sola conseguenza negativa di intimorire gli apicoltori che non ne denunciano la presenza. Inoltre per l’On. Parente, tale modus operandi ha fatto in modo che si raddoppiasse la presenza del coleottero proveniente dall’Africa.
«Le analisi genetiche eseguite sui campioni “italiani” – afferma Parente – hanno evidenziato che i coleotteri appartengono a un ceppo distinto rispetto a quello dei coleotteri “statunitensi” e “australiani”. Le sequenze dei campioni calabresi e siciliani risultano molto vicine a quella di un campione proveniente dal Camerun e presumibilmente è entrato in Calabria attraverso il porto di Gioia Tauro grazie all’importazione di legna, che non è soggetta ad alcun controllo. Anche questo è un aspetto da chiarire, visto che questo genere di merci, notoriamente ad alto rischio, non sia soggetta a controlli nei porti commerciali. La cura somministrata dal governo è evidentemente fallita. Bisogna eseguire controlli mirati sul legname proveniente dall’Africa ed avviare indagini sulla merce proveniente dall’Africa subsahariana. In più bisogna ricostruire l’unità di crisi, questa volta includendo competenze apistiche, entomologiche, precedentemente escluse dal tavolo. Dopo più di un anno e danni incalcolabili agli apicoltori calabresi, è giunto il momento che il governo la smetta di adottare la stupida soluzione dell’abbruciamento delle arnie. Bisogna debellare definitivamente il coleottero delle api, che sta minando seriamente il comparto apistico calabrese, già in forte crisi.»

mercoledì 26 ottobre 2016

La Spezia - Api sempre più fragili, Asl incontra gli apicoltori


La Spezia - La Struttura Complessa Sanità Animale dell’ASL 5 Spezzino organizza un incontro informativo rivolto agli apicoltori che operano sul territorio di competenza al fine di illustrare le novità introdotte dall’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 11 agosto 2014 “Approvazione del Manuale Operativo per la gestione dell’Anagrafe Apistica Nazionale”.
Il Dott. Angelo Bogazzi, Medico Veterinario referente per l’apicoltura della Struttura Complessa Sanità Animale, spiegherà in dettaglio gli obblighi a cui si devono attenere gli apicoltori in merito a registrazione dell’attività, movimentazioni e compravendita, censimenti, ecc.
L’incontro sarà occasione per fare il punto sulla situazione sanitaria delle api e sulle malattie ad esse connesse, anche in relazione al preoccupante fenomeno di morie e spopolamento degli alveari universalmente diffuso.
All’incontro parteciperà anche il Dott. Ernesto Bazzali della Struttura Complessa Igiene Alimenti di Origine Animale dell’ASL 5 che aggiornerà la platea su novità di interesse per produttori di miele ed in generale di prodotti dell’alveare.
L’incontro si terrà il giorno 27 ottobre 2016 presso il mercato ortofrutticolo di Pallodola, Sarzana di fronte alla Agroalimentare sarzanese s.r.l. alle ore 21.00.

Per completezza di informazione si illustra quanto segue:
Gli organi comunitari (CE) sono seriamente preoccupati per la situazione di grave decremento della popolazione apistica ed hanno invitato gli organismi sanitari ed agricoli europei a monitorare tale situazione ed a trovare le soluzioni per una inversione di tendenza. La preoccupazione è massima poiché si individua nell'apicoltura, oltre all'elemento di produzione economica (miele, cera, propoli, pappa reale, etc.) una enorme valenza ambientale. L'ape infatti sovraintende, a livello mondiale, al fenomeno naturale dell'impollinazione in numerosissime colture e piante selvatiche favorendone la riproduzione e con essa la biodiversità e l'equilibrio con l'ecosistema ambientale. E' un connubio unico tra mondo animale e vegetale, tra produzione e natura: le api mentre lavorano favoriscono lo sviluppo dell'ecosistema naturale, fornendoci il miele ma anche i prodotti vegetali che derivano dell'impollinazione. 
Secondo la FAO delle 100 specie di colture che forniscono il 90% dei prodotti alimentari in tutto il mondo, 71 sono impollinate dalle api. L' EFSA, autorità europea della sicurezza alimentare, invita anche l'Italia a monitorare tale situazione con l'obiettivo di mantenere riserve di api. Le cause di tale diminuzione di popolazione apistica, rilevata anche nella nostra Provincia, sono legate ad una pluralità di fattori:
a. l'uso dei pesticidi nell'agricoltura industriale come i neonicotinoidi usati nella difesa delle coltivazioni del mais
b. l'ingresso, attraverso le vie del commercio globale, di patologie ad alto grado di distruzione come l'acaro della varroa e il piccolo scarabeo dell'alveare (aethina tumida)
c. la produzione di vegetali geneticamente modificati
d. la riduzione delle fonti alimentari dovute alla riduzione del paesaggio agrario ed all'estendersi della urbanizzazione
e. alla perdita delle caratteristiche genetiche originarie delle popolazioni apistiche.
Per i motivi elencati si capisce che le api, in quanto molto sensibili alle trasformazioni in senso intensivo nel commercio, nell'agricoltura, nell'organizzazione sono un rilevatore naturale molto preciso dello stato di salute dell'ambiente (che in questo periodo pare essere critico).
Il Governo italiano attraverso il Ministero della Salute ha individuato nei Servizi veterinari delle ASL il punto di riferimento per un censimento reale delle attività produttive in apicoltura con l'istituzione dell'anagrafe apistica e per un controllo territoriale delle principali patologie che coinvolgono le api compresa la mortalità da sostanze chimiche usate in agricoltura.

Fonte: http://www.cittadellaspezia.com/

martedì 25 ottobre 2016

Miele protagonista kermesse Chatillon



Dal 28 al 30 ottobre degustazioni e concorsi

(ANSA) - AOSTA, 19 OTT - L'enogastronomia sposa la cultura in occasione della 13/a Sagra del miele in calendario dal 28 al 30 ottobre a Châtillon: è Château Miel la novità di questa edizione che abbina visite guidate al castello Baron Gamba, sabato 29, a un percorso di degustazione dei mieli valdostani con la realizzazione di cocktail, finger food, rigorosamente a base di miele, e vini abbinati. Nell'ambito della sagra si terrà, domenica 30 ottobre, la premiazione del Concorso mieli della Valle d'Aosta, che ha preso in esame 76 campioni. ''Il miele, seppure poco incisivo sull'economia regionale, rappresenta un prodotto di eccellenza'' ha sottolineato nel presentare la manifestazione l'assessore all'agricoltura Renzo Testolin che ha fatto il punto sul settore apistico. Nel 2016 sono stati prodotti oltre mille quintali di miele nei 77 mila alveari di proprietà di 502 apicoltori con un calo rispetto all'anno precedente del 30-40%.

   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA