BIGARELLO. Non c’è lavoro? Basta cercarlo. Si potrebbe sintetizzare così la metamorfosi di un giovane mantovano acquisito che dopo anni da imbianchino, vista la crisi, ha deciso di cambiare mestiere e diventare apicoltore. Una scelta che si è dimostrata vincente.
È la storia del 31enne Hedi Rocco Azzabi, nato a Marsala (Trapani) da padre tunisino e madre siciliana, arrivato a Mantova all’età di 14 anni, da solo in treno e con pochi soldi. «Appena terminate le medie ho deciso di emigrare al nord per trovare lavoro» racconta Rocco.
«Ospitato da amici - continua - ho cominciato come imbianchino, lavoro che ho smesso tre anni fa quando la crisi ha cominciato a mordere». Rocco ricorda di aver deciso di fare l’apicoltore dopo aver conosciuto Aldo Mantovanelli, un esperto casteldariese che gli ha venduto le prime due “famiglie” di api. Da allora, pian piano, aiutato dalla giovane moglie Sabrine, tunisina, Hedi Rocco ha iniziato ad ampliare il numero delle sue arnie, ad oggi quasi un migliaio, dislocate nelle province di Mantova e Verona.
L’intraprendente ex imbianchino non solo alleva le api per il miele ma anche per riprodurre “famiglie con la regina” che vende ad altri apicoltori: «Ormai è diventato un lavoro che mi impegna tutto l’anno. Inoltre, visto che la produzione di miele supera i 100 quintali annui, ho allestito un laboratorio a Gazzo Bigarello per la lavorazione, aiutato da mia moglie».
Sono diverse le qualità di miele prodotte: dal millefiori al miele di tarassaco, di colza, di acacia ma anche la mielata (miele di bosco), la propoli e il polline. Rocco, che è uno dei più giovani apicoltori mantovani, si dice fiero e soddisfatto della scelta fatta: «È un lavoro che mi permette di vivere a contatto con la natura, dalla quale dipende la produzione di miele. Se c’è inquinamento e le api non producono e addirittura muoiono è un segnale allarmante anche per l’uomo. Devo ringraziare il mio caro amico e maestro Mantovanelli, che mi ha fatto riscoprire questa passione. Riscoprire, perché ricordo che fin da piccolo, in Sicilia, il nonno materno aveva alcuni alveari ai quali però mi proibiva di avvicinarmi. Ma rimase la curiosità di conoscere il mondo affascinante delle api. Ora ne faccio addirittura parte».
fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/
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