In questo panorama c’è una felice eccezione: è costituita dall’ape nera sicula, ritrovata da alcuni apicoltori alla fine degli anni ’80 in alcuni alveari abbandonati – dopo essersi quasi estinta. Di lontani origini africane, questo insetto è particolarmente forte e resistente alla varroa perché è geneticamente intatto, ovvero è rimasto come allo stato selvatico. Dopo millenni nel territorio siciliano, si è evoluta in direzione di un’estrema docilità, tanto da poter essere presa in mano dall’apicoltore senza pungerlo. Queste api sopravvivono anche senza trattamenti farmacologici e sono molto richieste dai proprietari di serre per impollinare le pianti delle coltivazioni: infatti sono molto dinamiche e resistenti alle temperature più varie. Non vanno in blocco di covata durante l’inverno e infatti in questo periodo producono miele di nespolo e di mandorlo, particolarmente ricchi di antiossidanti. L’ape nera sicula è un presidio Slow Food: maggiori informazioni su questa pagina.
L'ape sicula si differenzia dalla ligustica per il suo colore scuro e per la dimensione delle ali più piccola. La colorazione più scura è dovuta alla colorazione completamente bruna dei primi tergiti addominali. Si differenzia invece dalle altre api scure per la colorazione giallastra dei peli del torace e dell'addome.
martedì 9 giugno 2015
L’ape nera sicula: robusta, produttiva e sorprendentemente docile
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